Una Questione Culturale

January 05, 2016 Hotel Sales 0

La questione del turismo in Italia mi ricorda molto spesso l’approccio che noi italiani abbiamo nei confronti della Nazionale di calcio…siamo un po’ tutti Commissari Tecnici!

Certo è che il mestiere dell’albergatore è diventato assai più complesso di quanto non fosse in passato ed esige competenze imprescindibili per poter rimanere sul mercato.

Questo lo scenario alberghiero oggi: da un lato i maggiori player a livello mondiale stanno diventando sempre più grandi, acquisendo nuovi gruppi ed aumentando esponenzialmente la propria capacità ricettiva; dall’ altro assistiamo alla nascita di nuove piattaforme che propongono esperienze e modelli di viaggio alternativi e soprattutto innovativi.

Nel bel mezzo tante piccole realtà alberghiere che rischiano l’estinzione, un po’ come le piccole botteghe con l’avvento della GDO prima e dell’e-commerce poi.

Se è vero come è vero che è sempre più difficile distinguere l‘ospite corporate da quello leisure, quale sarà l’approccio vincente per prevedere ed intercettare i nuovi bisogni del viaggiatori?

turismo italia

photo credit: Dariusz Sankowski via unsplash

Partiamo dai bisogni allora e da come caratterizzano il processo d’acquisto dell’utente.

Spesso i viaggiatori che preferiscono soggiornare in hotel sono spinti dalla percezione di poter contare su un livello di qualità di superiore, minimizzando così le probabilità di esperienze spiacevoli.

Queste le caratteristiche più richieste dai viaggiatori hotel:

  • Sistemazione confortevole
  • Vicinanza al luogo in cui mi devo/voglio recare
  • Wi-fi performante e gratuito
  • Colazione da nababbo
  • Parcheggio
  • Garanzia di qualità
  • Tariffa competitiva

Al contrario i viaggiatori più orientati a soggiornare in strutture extra-alberghiere mettono l’esperienza in primo piano.

Queste le caratteristiche più richieste dai viaggiatori airbnb, homeaway, 9flats, wimdu etc…:

  • Sistemazione confortevole
  • Vicinanza al luogo in cui mi devo/voglio recare
  • Host del luogo, quindi opportunità di confronto con persona del luogo (relazione)
  • Una vacanza più vera
  • Atmosfera meno fredda e più familiare di quella di un albergo
  • Wi-fi performante e gratuito
  • Tariffa competitiva rispetto all’hotel

Che l’albergo di domani non sia altro che “banalmente” la sintesi della risposta ai bisogni degli uni e degli altri?

Un luogo che mi piace immaginare così:

Un luogo non presidiato da receptionist ma animato da veri e propri ambasciatori della destinazione. Un luogo in cui il check-in sarà un momento di incontro e confronto, non una procedura da evadere. Un luogo in cui trovare stimoli, spunti ed ascolto. Un luogo in cui le persone, tutte (ospiti e personale), saranno coinvolte in un processo di contaminazione e crescita.

Un luogo in cui la formazione del personale non sarà incentrata solo sul REVPAR, il TREVPEC (Total Revenue per Client), o il GOPPAR (Gross Operating Profit per available rooms) ma sulla storia dell’arte e la cultura del territorio.

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